Tarassaco

Il tarassaco è una pianta spontanea conosciuta fin dall’antichità per le proprietà diuretiche e depurative.

Del tarassaco tutto è buono: sia la radice che le foglie e i fiori stimolano le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria. Il periodo migliore per raccogliere le radici va da giugno a settembre, mentre da ottobre ad aprile si possono raccogliere le foglie di tarassaco, da consumare fresche in cucina. I fiori sbocciano da marzo a novembre e possono essere raccolti in boccio per aggiungerli alle insalate di foglie.

La radice del tarassaco ha proprietà depurative in quanto attiva pelle, fegato e reni, che si occupano della trasformazione ed eliminazione delle tossine. Questa attività è data dalla presenza di vitamine, minerali e principi amari come il tarasserolo e la tarassacina. Tutti elementi che svolgono un’azione depurativa ed epatoprotettiva, utile sia per prevenire, sia per curare calcoli biliari, insufficienza epatica e itterizia, ma anche per la salute della cistifellea.

La funzione depurativa del tarassaco, che aiuta a pulire il fegato anche dai grassi, contribuisce indirettamente a controllare i livelli di colesterolo.

Nel tarassaco sono presenti sostanze che stimolano la diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La sua assunzione è perciò indicata in caso di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione.

Infine, il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria.

Nonostante in generale il tarassaco porti benefici, come tutti i vegetali con componenti amare, può creare disturbi gastrici da iperacidità. Per questo motivo è sconsigliato in caso di gastrite o ulcere. A causa, invece, del contenuto di potassio, può avere controindicazioni per coloro che soffrono di insufficienza renale o cardiaca e diabete.