Diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia caratterizzata da un duplice difetto: non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza).

Il risultato, in entrambi i casi, è il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).
La diagnosi di diabete viene posta con il riscontro di:

– glicemia a digiuno ≥126 mg/dl (per digiuno si intende almeno 8 ore di astensione dal cibo) in due occasioni consecutive

oppure

– glicemia ≥200 mg/dl 2 ore dopo carico orale di 75 g glucosio

oppure

– HbA1c (emoglobina glicata) ≥48 mmol/mol (6.5%)

La cronica esposizione dei tessuti e soprattutto dei vasi alla cronica iperglicemia aumenta il rischio di sviluppare le complicanze del diabete: retinopatia, nefropatia, neuropatia e aterosclerosi a carico dei vasi del cuore (coronarie), dei vasi afferenti al cervello (carotidi) e delle arterie degli arti inferiori. Il diabete di tipo 2 è la principale causa non-traumatica di cecità e insufficienza renale cronica e comporta un rischio da due a quattro volte maggiore di malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica e ictus) e un aumento di venti volte del rischio di amputazione degli arti inferiori. Altre complicanze includono la disfunzione sessuale e un aumentata predisposizione per le infezioni.

Vediamo le cause:

  • Il sovrappeso e l’obesità. L’aumento del tessuto adiposo (grasso) corporeo è un fattore di rischio primario per il diabete di tipo 2. Più grasso è presente nell’organismo, più le cellule diventano resistenti all’insulina. Anche la distribuzione del grasso è importante. Se la distribuzione del grasso è prevalente a livello addominale il rischio di diabete è maggiore rispetto a quando il grasso si raccoglie in altre sedi, ad esempio fianchi o cosce.
  • Ridotta attività fisica. Lo stile di vita sedentario aumenta il rischio di diabete di tipo 2. L’attività fisica aiuta a controllare il peso, migliora l’utilizzo di glucosio a fini energetici e rende le cellule più sensibili all’insulina (riduce la resistenza insulinica).
  • Ipertensione arteriosa e aumento dei trigliceridi
  • Diabete gestazionale
  • Sindrome dell’Ovaio Policistico

Una anche modesta riduzione del peso corporeo, una regolare attività fisica (per esempio trenta minuti di camminata a passo veloce almeno 5 giorni la settimana) possono ridurre di quasi il 60 per cento il rischio di sviluppare, in questi soggetti a rischio, la comparsa di un diabete tipo 2 clinicamente evidente.